MOGGIO UDINESE. Amala-pazza-Moggese-amala. Oppure odiala. Ma non azzardarti ad annegarla nell’indifferenza, altrimenti saprà predarti alla maniera di una lince quando meno te l’aspetti, come succede in questo fine campionato.
Amala: per come ha saputo reagire al doppio, immediato svantaggio contro il Real. Odiala, perché l’ha subito. Tanto abilmente masochista nel cacciarsi nei guai, quanto prodigiosa nel risolverli. E’ un campionato intero che fa così: inciampa, prova a rialzarsi, soprattutto torna a cadere e lì resta. Giù. Immobile, per giornate e giornate, mazzata dopo mazzata. Umiliata, offesa, offensiva e poco difensiva. Esploratrice d’abissi nel fondo classifica, dottoressa in sabbie mobili, falena che s’invischia come poche nella ragnatela e, quando l’aracnide della seconda categoria è lì che sta per cucirle il bozzolo mortale, riesce a scrollarsi, staccarsi dai legami vischiosi, riprendere a battere le ali e prendere quota. Tre vittorie di seguito: quante bastano per sognare di nuovo la salvezza. Leggi l’articolo completo




